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Professione archeologo. L’archeologia in cantiere dietro l’archeologia parlata

Posted by coordinadora on Miércoles, 3 Marzo, 2010

Professione archeologo, es un nuevo Blog de los colegas en la precariedad de Italia. Es el sito de los ex trabajadores de la sociedad arqueológica CORA SNC Presta especial atención a lo que se refiere al Conflicto Laboral de un grupo de ex trabajadores y de la Sociedad Arqueológica y sobre los modelos de contratación.

Animamos a los compañeros italianos a seguir denunciando las situaciones de precariedad.

Reproducimos el texto completo de la noticia: La situazione in Trentino… cronistoria di una lotta per l’applicazione del contratto edile.

Nonostante il panorama lavorativo archeologico cambi radicalmente da un luogo all’altro della nostra penisola, le cose che stanno accadendo in Trentino possono essere di sprono e forse d’esempio anche per altre regioni d’Italia.

E’ in corso infatti una lotta per chiedere che anche nella provincia di Trento, come già da anni stabilito in quella di Bolzano, venga impiegato il contratto edile dalle ditte archeologiche impegnate sul territorio regionale.

La più grande ditta archeologica del Trentino, che esegue la stragrande maggioranza dei lavori in provincia, ha sempre lavorato assumendo gli operatori con il contratto per gli studi tecnici e professionali. I dipendenti si ritrovavano dunque a lavorare per una misera paga in un vero e proprio cantiere, senza le garanzie previste dal contratto per gli edili.

Per anni i dipendenti hanno chiesto delucidazioni sul tipo di contratto applicato e sulle possibili alternative allo stesso: nessuna risposta. Quando invece nel 2008 questi ultimi, spazientiti, iniziano una lotta per ottenere i propri diritti rivolgendosi ai sindacati, la risposta non si fa tanto attendere: si trovano tutti senza lavoro…a parte pochi intimi.

I malcapitati, trovatisi all’improvviso in mezzo a una strada (siamo all’inizio del 2009), continuano la loro iniziativa insieme ai sindacati e partono le vertenze mentre la ditta assume numerosi nuovi giovani dipendenti per rimpiazzare la squadra.
Sono anche questi nuovi assunti a firmare una lettera che viene spedita ad alcuni politici (presidente della Provincia compreso) e a vari enti (sindacati, inps) in cui si getta fango (per non dire altro) su un manipolo di ex dipendenti che, agendo senza criterio, rischiavano di far andare in crisi la ditta detentrice, a loro dire, di un grande patrimonio d’esperienza archeologica maturata nel corso degli anni, mettendo a rischio anche, quindi, il posto di lavoro degli altri dipendenti, che non sarebbero nemmeno stati informati dell’iniziativa.

Si tratta ovviamente di abominevoli falsità.

La lettera è firmata infatti da un circa 8 persone, in granparte neo-assunte e non presenti quindi all’epoca della contestazione.

E la risposta degli ex dipendenti, che hanno dovuto nel frattempo aggiungere dei buchi alla cintura dei pantaloni, non si fa aspettare. Una lettera indirizzata a politici, ricercatori, professori, enti, ecc. in cui si prende una posizione forte spiegando come siano andate realmente le cose. La missiva è stata firmata da 28 persone, fra i quali anche altri operatori archeologici trentini precari e non che hanno voluto dare la loro solidarietà.
A questa lettera fa seguito una conferenza stampa (con relativo comunicato dei sindacati) a cui erano presenti una parte dei firmatari, i sindacati e altre persone interessate. Il giorno dopo (16/07/09) sui giornali locali (“L’Adige”“Il Trentino”) escono gli articoli relativi.
La ditta risponde con un articolo, uscito sul giornale il 17 luglio, in cui respinge le accuse arrampicandosi sugli specchi e dichiarando il falso quando arriva a scrivere che una parte consistente dei lavoratori, tenuta all’oscuro di tutto, avrebbe poi pubblicamente preso le distanze dalle vertenze in corso. Cosa già smentita dallalettera di cui sopra, in quanto tra i firmatari di questa dichiarazione pubblica, figurano solo 3 dipendenti nell’organico della ditta all’epoca dei fatti: due dei quali erano stati informati ed erano, all’inizio, parte attiva anche loro della protesta. Per ovvie ragioni, l’unica dipendente a non essere stata informata è anche la compagna e convivente di uno dei due soci della ditta stessa.
Ma continuaimo con la cronistoria: il 3 agosto il quotidiano Adige pubblica una lettera scritta dagli ex dipendenti.
Il 20 agosto esce invece un’altra lettera redatta da alcuni attuali dipendenti CORA che difendono a spada tratta la ditta. Poco dopo arriva la risposta di un ex dipendente attraverso una lettera all’Adige.

Un mese dopo (18/09/2009) ha luogo una conferenza-dibattito a Riva del Garda sulla professione dell’archeologo organizzata dalle associazioni di categoria (A.N.A. e C.I.A.).
La ditta in questione, la CORA Snc, risponde all’iniziativa, a cui era stata invitata anche lei, con un’email spedita a tutti gli invitati all’incontro e agli organizzatori. Il testo dell’email è QUESTO e si commenta da solo…
L’incontro è molto concitato, a tratti litigioso. I dipendenti della ditta CORA pongono fine al dibattito andandosene indispettiti dalla sala. Leggete pure il resoconto ufficiale del dibattito redatto dalla C.I.A., un resoconto redatto da uno dei partecipanti e una lettera inviata al giornale con la versione di una dipendente della CORA. Durante l’incontro viene distribuito un dossier curato dalla ditta stessa in cui si fa un resoconto di ciò che è accaduto fino a questo momento, una raccolta di articoli e lettere accompagnate da immagini e commentini a tratti offensivi.
In concomitanza con l’evento esce sulla rivista ArcheoNews (n.68) un articolo scritto da parte degli ex dipendenti.
Poco dopo, sulla stessa rivista, esce la risposta della ditta sotto accusa.
Subito dopo il dibattito una decina di dipendenti della CORA Snc si iscrivono alla FILCAMS, una sezione della CGIL che tutela i lavoratori assunti con contratto per Studi Tecnici e Professionali. Questa è stata probabilmente una mossa strategica per tentare di superare in numero gli otto ex dipendenti che, per le vertenze, sono seguiti dalla FILLEA (sempre CGIL) che si occupa invece del contratto Edile. Una mossa che dovrebbe servire, agli occhi di chi l’ha orchestrata, a mettere zizzania all’interno del sindacato e sostenere la tesi, infondata, che non c’è ancora chiarezza sul tipo di contratto da applicare e che di conseguenza ogni ditta può fare la sua scelta.

A metà dicembre viene approvato in provincia un Ordine Del Giorno stilato da Mattia Civico, consigliere del PD, in cui si chiede l’applicazione del contratto edile in campo archeologico (Dal Sito della Provincia).

All’inizio del 2010 compare sul sito della FILCAMS CGIL un articolo che difende la ditta CORA, ribadendo le stesse cose, trite e ritrite. Fra i firmatari una fantomatica associazione P.R.O.ARCHEO, neo-nata e capeggiata dal suo presidente “super partes” Michele Bassetti, nientepopodimeno che: uno dei due soci della CORA Snc. Ora la ditta e i suoi dipendenti superano se stessi e si ergono a baluardo di tutti gli archeologi proponendo un nuovo contratto che tuteli i loro diritti…non all’interno dell’edile ovviamente.
L’articolo cita anche l’Ordine Del Giorno suddetto riportando solo però le uniche tre righe in cui non si fa riferimento al fatto che il contratto edile è la soluzione più ovvia per i cantieri archeologici alterandone così il senso e travisandone gli scopi.


El ICR (Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro) de Roma desauciado

Posted by coordinadora on Jueves, 25 Febrero, 2010

El ICR (Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro) de Roma está sufriendo el abandono y la desidia del Estado Italiano. Desde hace tres años se  paralizaron los cursos y ahora quieren que se muden de sus sede histórica a una “ ubicación provisional” (en Roma esta palabra suele ser sinónimo de indefinida). Al final del mes de febrero se producirá el  desahucio ejecutivo de la sede actual de San Pietro in Vincoli. Lo que parece una estrategia para acabar definitivamente con la institución. Desde el ICR piden apoyo mediante el envío de correos de protesta.

P.D.  firmar es un minuto, leer la carta dos. El enlace para la firma: http://www.gopetition.com/online/33441.htm

Texto de la carta:

Cari Colleghi, vi segnalo una vicenda estremamente grave per la cultura italiana. L’Istituto Centrale per il Restauro –ICR- (a cui recentemente era stata modificata la denominazione originaria – e oramai storicizzata – in Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro -ISCR), alla fine del prossimo mese di febbraio, con sfratto esecutivo richiesto dall’ente proprietario dei locali, sarà costretto a lasciare la sua sede, nella quale era stato fondato 70 anni fa.

La complessa questione di una nuova sede per l’ICR si trascina da decenni ed è a rischio la sopravvivenza di una delle più prestigiose istituzioni italiane, riferimento fondamentale nell’intero panorama internazionale e al centro del processo di modernizzazione del campo disciplinare del restauro avvenuto nel Novecento.

L’ISCR dovrà compiere un trasloco definitivo in ambienti provvisori. La riapertura della Scuola del Restauro potrebbe essere rimandata, l’efficienza delle strutture tecnico-scientifiche potrebbe risultare fortemente compromessa.
Per arrestare tale gravissimo processo, che si rifletterà negativamente sul prestigio italiano nel campo del restauro, oltre che più in generale sul sistema della tutela del Patrimonio Culturale del Paese, è stata proposta una lettera aperta al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

La Lettera Aperta, alla quale, se credete, potete aderire, è stata registrata sul sito internazionale GoPetition, al seguente indirizzo:  http://www.gopetition.com/online/33441.html

Sarà utile dare ampia diffusione a questa iniziativa.
Mario Micheli


ArqueoCórdoba: Una web para dar a conocer sólo una visión sesgada de la ciudad.

Posted by coordinadora on Lunes, 15 Febrero, 2010

arqueocordobaEl pasado Miércoles, en la sección Universidad del Diario Córdoba, aparecía en un recuadro la importancia de la web ArqueoCórdoba “financiada por la Gerencia de Urbanismo”. Donde se la elogiaba bajo las palabras “es una herramienta extraordinariamente útil y muy actualizada” con la que se pretende atender…”a todos aquello sectores de la sociedad que busquen información actualizada sobre la problemática arqueológica de Córdoba…

Todo esto viene en pequeñito bajo la propaganda habitual del proyecto del Anfiteatro: que dura ya ocho años y del que, más allá de los periódicos y las buenas intenciones, sólo hay un artículo en el Anuario de 2004, y poco muy poco más. Luego, pedimos a los profesionales que publiquen sus excavaciones, y no caemos en la cuenta de que con toda la Universidad y Gerencia apoyando, han pasado ocho años casi en balde. Falta de trabajo y compromiso público, más allá de que todos los periódicos posibles hayan sacado a la luz algo por ahora no demostrado: que Córdoba tiene el segundo o tercer anfiteatro mayor del mundo romano. Ya veremos si esto es verdad o no. O se trata de una triste magnificencia falaz encubridora de lo que no se ha cumplido. Esperaremos al congreso de Octubre, ese que se anuncia en el Diario, para que investigadores de “reconocido prestigio” den la excusa para el próximo capítulo del eterno culebrón.

Esto viene, porque hace tiempo, nada menos que El Mundo publicó la actualidad de esta página web. “La arqueología entra de lleno en la era de la comunicación”, publicaba el rotativo en su edición del Jueves 01/10/2009. Y comenzaba, con otra leyenda: “Desterrar el mito de que la aparición de restos arqueológicos en la ciudad supone un problema. Éste es el principal objetivo con el que nace ArqueoCórdoba, una página web diseñada por la Gerencia Municipal de Urbanismo y la Universidad de Córdoba (UCO)…

Pero lo más interesante, eran las palabras del que el periódico menciona como coordinador de ArqueoCórdoba, que “ha avanzado que, a pesar de que la página web lleva funcionando desde hace tres años, se ha presentado este jueves de forma oficial porque es ahora cuando ha llegado el momento de devolver a la sociedad todo el conocimiento que durante estos años han ido acumulando”  Y “ha llegado el momento de una inflexión. Llevamos más de diez años de investigación intensiva y consideramos que ha llegado la hora de devolver buena parte de ese conocimiento a la sociedad“.

Alguna vez habrá que decir que esta página no está actualizada, y que se utilizan fondos públicos para ofrecer una opinión sesgada, particular e interesada de cuanto pasa en Córdoba. Basta ver la bibliografía de los monumentos de la Ciudad. La información que se transmite a todos esos colectivos que este miércoles señalaba El Córdoba es parcial, e interesada, más en función de quienes forman este Convenio que de la arqueología general de la Ciudad. Ya que el Ayuntamiento es de todos, se podrían preocupar al menos en que se recogieran todos los artículos, por muy pobres que ellos los consideren, ya que como las piedras, también forman parte de Córdoba: aunque sea de una Córdoba que a los jefecillos de esta página les cause algún salpullido.

Habrá que decir igualmente, que si se pretende devolver lo que han acumulado en diez años de excavaciones, ya se pueden poner a trabajar, y que vayan pensando en que alguien les remiende los bolsillos, porque todo lo que han excavado merece al menos otros diez años para sacarlos. Un fracaso de este convenio se diga lo que se diga, se venda lo que venda y se engañe a quién se engañe. Poco nos van a devolver, y en todo caso se lo devolverán a ellos mismos para seguir retroalimentando una situación que algún día debe finalizar.

Los tiempos de crisis traen el peligro de que se agote la financiación pública para esta red clientelar. Esta es la mejor explicación para este autobombo falso y vacío que no tiene fin y con el dinero de todos.


Oferta de Empleo Temporal: Contrato Investigación, Patrimonio Cultural y Natural UJA

Posted by coordinadora on Miércoles, 30 Diciembre, 2009

UJAResolución de 17 de diciembre 2009 de la Universidad de Jaén, por la que se convoca concurso público para la adjudicación de un contrato en régimen laboral con duración temporal para la colaboración en actividades científicas, tecnológicas o artísticas, con cargo a créditos de investigación. Ref: 2009/CL062.

La presente convocatoria se regirá tanto por las normas establecidas en el Reglamento para el Nombramiento de Colaboradores con Cargo a Créditos de Investigación (aprobado por acuerdo de la Junta de Gobierno de la Universidad de Jaén en su sesión nº 20 de 21 de noviembre de 2001) como por las normas específicas que figuran contenidas en esta Resolución.

Solicitantes.

Para optar a los contratos de personal colaborador en régimen laboral convocados en la presente Resolución, serán necesarios los siguientes requisitos:

1º Poseer la nacionalidad española o ser nacional de algún estado miembro de la Unión Europea, o ser extranjero residente en España en el momento de presentar la solicitud.

2º Cumplir las condiciones académicas o de titulación requeridas en el anexo de la presente Resolución. Los títulos obtenidos en el extranjero o en centros españoles no estatales deberán estar homologados o reconocidos en la fecha de presentación de la solicitud.

Incompatibilidades.

La contratación de personal en régimen laboral al amparo de esta convocatoria será incompatible con el disfrute de cualquier beca o ayuda financiada con fondos públicos o privados españoles o comunitarios, así como con sueldos o salarios que impliquen vinculación contractual o estatutaria del interesado.

Cualquier causa de posible incompatibilidad deberá ser comunicada por el trabajador o por el investigador o investigadores responsables al Servicio de Personal y Organización Docente de la Universidad de Jaén.

Convocatoria de un contrato con cargo a créditos de Investigación

Modalidad de colaboración: Obra o servicio determinado

Referencia: 2009/CL062

Unidad Orgánica: CEI de Patrimonio Cultural y Natural

Centro de gasto: 02.03.96 IBP

Entidad financiadora: Ministerio de Ciencia e Innovación

Investigador responsable: Dª.Mª Ángeles Peinado Herreros

Centro: Vicerrectorado de I+D+I

Objeto del contrato:

Apoyo en el desarrollo del Plan Estratégico del Proyecto CEI Patrimonio Cultural y Natural. Identificación de las áreas de gestión y despliegue de las acciones necesarias para la consecución de los objetivos correspondientes al puesto. Programación de objetivos estratégicos de las funciones asignadas, objetivos de gestión y objetivos de calidad, así como la distribución de tiempos y recursos para su consecución. Diseño y elaboración de planes de actuación bajo la dirección de los investigadores, materialización y seguimiento de los mismos. Emisión de Informes Técnicos.

Resolución del concurso.  CONVOCATORIA UJA
Solicitudes:  Impreso Solicitud (Anexo IV)

Requisitos de los candidatos/Titulación específica:

-         Titulación mínima requerida: Titulado Superior Universitario: Licenciado o Ingeniero

-         Acreditación de alto nivel de inglés hablado y escrito. Se podrá acreditar con el certificado de Las Escuelas Oficiales de Idiomas B2 de referencia europea, similares o superiores.

Cantidad mensual bruta a retribuir: 1.892,50€

Importe total contrato: 30.000€

Horas semanales de dedicación: 35 horas.

Duración del contrato: Desde el 20/01/2010 hasta el 31/12//2010

Criterios de valoración

P. máxima

Expediente académico

3 puntos

Experiencia profesional:

  • Experiencia en puestos de carácter técnico con funciones similares.
  • Experiencia en investigación/docencia/transferencia en Patrimonio Cultural o Natural.
  • Experiencia en temas de gestión de ayudas públicas y subvenciones para actividades de I+D+I.

5 puntos

3 puntos

3 puntos

Meritos Académicos

  • Posgrado: MBA y/o Postgrado relacionado con el Patrimonio Cultural o Natural

6 puntos

Formación Adicional:

  • Cursos relacionados con el Patrimonio Cultural o Natural
  • Cursos sobre contabilidad, fiscalidad, Ley de Contratos del Sector Público, negociación, comunicación, trabajo en equipo
  • Cursos de informática a nivel de usuario (paquete OFFICE etc.)

3 puntos

2 puntos

1 punto

Entrevista personal, en su caso.

  • Se valorará: Carácter dinámico, proactivo, liderazgo, visión de orientación de su trabajo  a la satisfacción del cliente. Capacidad de compromiso y estabilidad .Dotes organizativas y comunicativas. Dotes en emisión de informes técnicos. Fluidez de inglés hablado.

4 puntos


Estrategias para controlar la selección de candidatos en las Ofertas de la EPGPC

Posted by coordinadora on Lunes, 16 Noviembre, 2009

EPEn el caso de que la oferta de empleo de la Empresa Pública de Gestión de Programas Culturales utilice al Servicio Andaluz de Empleo (SAE) como órgano de intermediación para la selección de los candidatos para la entrevista de trabajo, lo mejor es seguir las siguientes recomendaciones.

Tened en cuenta que los sistemas informatizados de selección del SAE utilizarán el perfil que la EPGPC les pase y que el SAE, generalmente, sólo llama para la entrevista de trabajo a unas 5 personas de las que la empresa seleccionará una para ser contratada. Los criterios de selección son muy complejos y están sujetos a multitud de variables (perfil laboral específico que tengamos en nuestra demanda, antigüedad en la demanda de empleo, etc). ¿Qué quiere esto decir? Que a pesar de tener un buen curriculum existe la posibilidad de no ser seleccionados por el SAE para la entrevista. Os recordamos que cualquier oferta de empleo que se realice por parte de una empresa pública, aunque utilice al SAE para la selección de los candidatos, tiene la consideración de oferta pública de empleo, es decir, todos somos iguales y tenemos los mismos derechos a participar en ellas.

Es muy probable que la EPGPC necesite contratar más personal para el Conjunto Arqueológico de Madinat al-Zahra y utilice nuevamente, como lo hizo en la anterior ocasión, al SAE para seleccionar a los candidatos para la entrevista de trabajo de la EPGPC de la que saldrán los nuevos contratados. También es posible que extienda este método ”poco claro” de selección a otras ofertas de empleo. Por ello, es necesario que participéis activamente en estas entrevistas de trabajo, para que todos tengamos los mismos derechos a ser elegidos y haya la mayor transparencia en el proceso. Simplemente tendréis que dirigir una instancia a la EPGPC en la que expongáis que sois demandantes de empleo y que solicitáis participar en las ofertas de empleo que remitan al SAE (si indicáis para el caso concreto de Madinat al Zahra, mejor); en este caso, al tratarse de una oferta pública de empleo no podrán negaros vuestro derecho a asistir a la entrevista de trabajo si el puesto que se ofrece se adecúa a vuestra demanda de empleo. Para asegurar aún más que os seleccionen para la entrevista de trabajo, dirigid otra instancia a la Dirección Provincial de SAE donde dejéis también constancia que sois demandantes de empleo y que queréis participar en las entrevistas de trabajo de la EPGPC que se realicen a través del SAE.

Posiblemente el haber entregado por registro estas dos instancias no os asegure que os seleccionen como candidato para la entrevista de trabajo pero entonces tendréis constancia documental de que se están vulnerando vuestros derechos a la hora de participar en una oferta pública de empleo y acudir a los tribunales para reclamar. No lo olvidéis, esos contratos se van a financiar con dinero público y todos tenemos los mismos derechos a ser elegidos, o por lo menos, a ser entrevistados y participar. Y si todos participamos, podremos estar vigilantes con el proceso de selección y su transparencia. De esta forma seremos parte del proceso y estaremos en condiciones de impugnar la convocatoria en caso de que los elegidos tengan menos mérito y capacidad que nosotros.


¿Algo está Pasando? EMPLEOS TEMPORALES gestionados por la EPGPC para Conjuntos Arqueológicos.

Posted by coordinadora on Sábado, 14 Noviembre, 2009

La Consejería de Cultura en lugar de optar por la dotación de nuevos empleados públicos, mediante  los procedimientos transparentes,  marcado por el respeto de los principios de igualdad, mérito, capacidad, transparencia y publicidad (art. 55 de la Ley 7/2007 del Estatuto Básico del Empleado Público). Ha optado por el método digital, para mantener  sus  redes clientelares.  La  Relación de Puestos de Trabajo (RPT) en los Conjuntos Arqueológicos, la ha cedido a  la Empresa Pública de Gestión de Programas Culturales.  Empezó por Madinat al-Zahra,  ahora le toca a los conjuntos arqueológicos de Itálica, Carmona y Almería. ¿Qué raro es todo esto, no?. Desde CNT, optaremos por seguir muy de cerca estos procesos de contratación. Os pedimos que os presentéis, aunque sólo sea por  y conocer de primera mano el procedimiento selectivo. Os mantendremos informados.

Las convocatorias las tenéis en la página de la EPGPC  http://www.epgpc.es/